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Sotto il coperchio della Privatizzazione

Il fine settimana del 24 e 25 aprile ha visto in tutta Italia la raccolta firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. In centinaia di piazze italiane sono stati allestiti i banchetti che hanno raccolto, in 2 giorni, oltre 100mila firme. La raccolta continuerà fino al 4 luglio.

Privatizzazione, bene pubblico, referendum. Cerchiamo di capire in che modo avviene questa privatizzazione e soprattutto se è un male come si pensa.

Partiamo dal principio: la privatizzazione, processo economico che sposta la proprietà di un ente o di un’azienda dal controllo statale a quello privato, ha sempre avuto l’effetto di aumentare l’efficienza di un’impresa. Più output e meno costo.
Di fronte alla possibilità di privatizzare un bene pubblico come l’acqua le posizioni politiche sono ovviamente diverse.

La destra porta avanti la battaglia contro le inefficienze statali. Privatizzare per garantire migliori qualità a prezzi minori.
La sinistra vede nella privatizzazione la svendita del bene più prezioso in mano a multinazionali. Un business per i privati e le banche. L’attacco della sinistra quindi trova la sua giustificazione nella ideologia in cui si fonda: ovvero il profitto come capo di imputazione.

In uno stato liberale il fine è la migliore garanzia per i consumatori. Il prodotto è offerto al miglior prezzo. “Se mangiamo pane fresco è per il desiderio di guadagno del panettiere” diceva Adam Smith. Se i privati si arricchiscono, non vuol dire che i consumatori non possano guadagnarci. L’interesse individuale si trasforma nel benessere collettivo.
Ha ragione la destra? Non interamente.
In primis la privatizzazione funziona quando l’intera proprietà viene privatizzata, in quanto ci si libera di interferenze politiche. Non deve esserci nessun intermezzo tra pubblico e privato.
In secondo luogo, la concorrenza sui prezzi in un regime di privatizzazione funziona quando il bene privatizzato non è un bene naturale e la concorrenza spinge il prezzo del bene verso il basso. In questo caso la privatizzazione si spingerebbe nella direzione di un altro monopolio, questa volta però privato che cancellerebbe le inefficienze del servizio pubblico ma trattandosi di monopolio si spingerebbero i prezzi verso l’alto.
La privatizzazione così come sta avvenendo in Italia, non porterebbe benefici ai consumatori.
Per tutelare la categoria sarebbe opportuno creare un garante, una autorità di regolamentazione che tuteli gli interessi dei consumatori. Il lavoro di squadra porterebbe ad un ottimo risultato. I monopoli privati sfruttano meglio la risorsa e il regolatore pubblico limiterebbe i prezzi.

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