Nel trade marketing quando un prodotto non rende più o rende poco si usa la tecnica del restyling: riconfezionare lo stesso oggetto con qualcosa in più. Stesso contenuto, copertina diversa.
E il 90% della volte il consumatore compra.
Lo si fa perché lo stesso prodotto a lungo andare stanca. Lo si fa perché il prodotto vale, ma è la realtà che lo circonda a essere cambiata.
Fuori il vecchio, dentro il nuovo. L’ha capito anche la redazione di Repubblica.it che da alcuni giorni ha deciso di rinnovare la sua homepage e con essa l’intero contenuto del sito.
Perché raccontare a parole la scena madre di un crimine, quando una foto rende meglio l’idea? Perché descrivere minuziosamente minuto per minuto il finale di una partita, quando si può avere a disposizione un video con gli highlights e il commento del giornalista tifoso?
Essere multimediali oggi non basta più. Bisogna essere più multimediali.
Il sito integra la notizia cartacea (l’unica apparentemente priva di approfondimenti in quanto si rifà spesso alla notizia ansa) con video, foto, audio, link e la possibilità di partecipare alle riunioni del giornale.
Ovvero si integra con il web. Anzi con il web 2.0.
Il prodotto poi si può personalizzare in base alle esigenze del lettore. Anche questa filosofia è presa dai guru del marketing e della pubblicità: il fine non è più raggiungere la massa ma offrire lo stesso prodotto a target di persone diverse. Lo ha capito tempo fa la Apple quando lanciò sul mercato l’Iphone, un telefono uguale per tutti ma che le mille applicazioni diverse rendono particolare per ogni consumatore.
Lo ha capito adesso Repubblica a cui non basta più vincere (è il sito di news on line più visitato in Italia con circa 11 milioni di utenti) ma vuole stravincere. Per cui, grafica adattata agli standard europei e serie di pacchetti/offerte indirizzati non più al singolo lettore medio ma ai molteplici lettori medi.
Per Repubblica questa non è una novità. Passando alla versione cartacea, ricordiamo come dal 1976 ad oggi il giornale ha aumentato la sua foliazione (da 20 pagine scarse del primo numero alle 63 moderne) che comprendeva non solo contenuti ma anche foto, grafici e schemi ovvero il massimo della multimedialità che un giornale poteva e può offrire.
Cosa si aspetta Repubblica.it da questo cambiamento? “Repubblica.it chiede quindi ai lettori di non fermarsi al primo clic, e a loro offre più materiali per capire, con una navigabilità maggiore”.
E’ la lotta alla navigazione veloce il vero obiettivo. Troppi navigatori occasionali e troppo fugaci le visite fatte sul portale.
Il video tende ad attirare maggiormente l’attenzione e l’utente attende tutti i minuti necessari per il completamento del file (vedi fenomeno YouTube). Cosa che non accade con il testo che la maggior parte dei lettori dichiara raramente di leggere per intero.
Sfida nella sfida quindi. Dare tutti i mezzi necessari per avere a disposizione informazioni veloci e precise ma avendo contemporaneamente dei lettori disposti a dedicare più tempo all’approfondimento. Botte piena e moglie ubriaca in un solo colpo. La tradizione insegna che questo non è possibile. Vedremo se anche questa volta Repubblica avrà la meglio.




