Un italiano medio “X” si tiene aggiornato attraverso la rete. Magari al mattino durante il caffè o in ufficio durante la pausa sigaretta; A pranzo, mentre si mangia un panino o in treno durante il rientro. E magari anche la sera prima di andare a dormire.
Un italiano medio “Y”, invece, al mattino si sveglia, compra il giornale, occhiata veloce ai titoli, e lettura saltuaria dei contenuti fino alla pausa pranzo. Poi il giornale si chiude. Le notizie sono già vecchie.
Le variabili X e Y non possono raccontare l’intera popolazione italiana. I fattori sono tanti e le equazioni infinite. In linea di massima però è questa la situazione che emerge dal confronto dei dati Audiweb e Audipress che rispettivamente raccolgono i dati delle visite on line dei quotidiani e della tiratura dei giornali cartacei. Nota di importanza anche per Ads (Accertamenti diffusione stampa) che rendere possibili le certificazioni dei dati di diffusione e di tiratura della stampa quotidiana e periodica di qualunque specie pubblicata in Italia.
Vediamo un po’ di dati: (aggiornati al 5 maggio 2010):

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Tra le dinamiche prese in considerazione abbiamo non solo il numero di visite totale, ma viene calcolato anche il tempo per pagina (in media un minuto) e la durata della visita (una media di sei minuti circa).
Repubblica.it e Corriere.it si contendono il primato. Non sembra esserci spazio per le piccole fazioni.
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Tra i quotidiani cartacei la sorpresa è La Gazzetta dello Sport che supera e non di poco La Repubblica e Il Corriere della Sera:
Gazzetta dello Sport – 3.995.000 lettori
La Repubblica – 3.209.000 lettori
Corriere della Sera – 2.870.000 lettori
La Stampa – 1.693.000 lettori
Corriere dello Sport – 1.677,000 lettori

(dati relativi al periodo che va dall’11 gennaio al 28 marzo 2010).
Non stupisce il fatto che la rete vinca sul cartaceo. Anzi il confronto non dovrebbe avvenire a priori. Il web è pratico e veloce; È aggiornato costantemente e grazie alla caratteristiche ipertestuali insiste nella sua struttura, aumenta il livello di approfondimento in maniera esponenziale. In più permette un pluralismo gratuito, ovvero la possibilità di confrontare testate giornalistiche diverse. Tutto questo senza spendere un euro.
Come può competere il giornale cartaceo? In questo caso l’informazione non entra direttamente a casa ma c’è l’intenzione del lettore di andare a ricercare una determinata notizia in un determinato giornale. Una notizia vecchia già di un giorno.
Sembra che il giornale sia destinato a eclissarsi. E’ riuscito a superare guerre e crisi economiche ma non l’avvento di Internet contro cui pare non abbia speranze. Messi uno contro l’altro. Perché la rivalità e il conflitto devono esserci sempre.
Nessuno ha mai pensato che magari possa sopravvivere nonostante tutto. Nonostante la radio, nonostante la Tv, nonostante internet. Nessuno ha mai pensato che non necessariamente deve esserci un vinto e un vincitore. Che magari si possa convivere pacificamente senza che la presenza di uno elimini l’esistenza dell’altro. Se così non dovesse essere, allora l’italiano medio “Y” deve affrettarsi a cambiare maglia e passare nell’altra squadra.
Ovviamente esiste anche la variabile “Z” ovvero Italiani che non si informano. Ma questa è un’altra storia.

