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“Bello e inaccessibile”? No, grazie!

Un sito web è un po’ come una casa. Una casa deve essere sicura, confortevole e pratica in modo tale da rendere piacevole la permanenza di chi ci vive. La stessa logica va adottata quando ci approcciamo alla rete. Accessibilità e Usabilità sono i criteri usati per la costruzione di un sito web.
Essi non vanno confusi: hanno un obiettivo finale comune ovvero rendere i siti e i loro contenuti navigabili e fruibili per gli utenti. Questo però non rende i due termini sinonimi ma complementari. Le differenze tra accessibilità e usabilità risiedono nei seguenti aspetti:

[FONTE: http://www.sequency.it/differenze_accessibilita_usabilita/]

- LA METODICA

- IL TARGET FINALE

- LA NATURA DEL PROGETTO WEB

- I TEST

LA METODICA

Gli studi sull’accessibilità, forniscono indicazioni relative alla struttura grafica e alle funzionalità del sito affinché sia facilmente fruibile da parte del maggior numero possibile di utenti (ad esempio mettendo delle voci di menù nella parte bassa dello schermo).
Gli studi sull’usabilità si rivolgono invece ai progettisti per aiutarli a tener conto dei “comportamenti-tipo” durante l’utilizzo di internet da parte dell’utente appartenente al target del progetto.

IL TARGET FINALE

L’accessibilità comprende tutte le categorie d’individui: le persone senza deficit fisici o cognitivi, i disabili, i soggetti dotati di scarsi mezzi tecnologici, gli anziani, ecc. L’accessibilità deve fare in modo che il web possa essere fruibile ad un numero altissimo di utenti, tendendo a raggiungere la totalità.
L’usabilità pur avendo gli stessi obiettivi, può differenziarsi dall’accessibilità poiché può essere rivolta ad una specifica nicchia di mercato: il target del progetto.
 La soddisfazione degli utenti appartenenti al target potrebbe essere lo scopo finale che si pone l’usabilità e quindi un sito “usabile” potrebbe anche non essere perfettamente accessibile a tutti, focalizzando le energie verso una specifica fascia d’utenza, in una vera e propria azione di marketing.
L’usabilità tende quindi a rivolgersi ad uno specifico target di riferimento, mentre l’accessibilità tende a rivolgersi alla totalità degli utenti.

NATURA DEL PROGETTO

L’accessibilità tende ad essere applicata a quei siti che si rivolgono ad un’utenza molto vasta: ad esempio i siti governativi, quelli di enti pubblici, di enti privati d’importanza nazionale e mondiale, oppure i siti d’interesse comune (i siti inerenti alla salute, la medicina o la ricerca) o i siti d’informazione culturale e sociale (siti di partiti politici o dell’università).
I siti d’interesse pubblico, oltre ad essere accessibili, dovrebbero essere anche usabili: sarebbe infatti assurdo poter accedere ad essi ed ai loro contenuti senza saper poi come consultarli per problemi d’interfaccia o di navigazione. Quando si progettano siti aziendali invece, l’usabilità può essere curata solo in relazione agli utenti appartenenti al target a cui ci si rivolge.
Presto comunque anche in Europa (come sta accadendo negli USA), l’accessibilità e l’usabilità dovranno essere il più possibile applicate a norma di legge anche ai siti del settore privato-commerciale.

I TEST

Per verificare il livello di accessibilità, si utilizzano appositi programmi chiamati “validatori” automatici: quelli maggiormente usati sono Bobby e Lift.
Lift riporta i possibili errori inerenti all’accessibilità suddividendoli per gradi di importanza in:
- Errori catastrofici (disabilitano l’utente completamente all’uso del sistema)
- Errori maggiori (costringono l’utente a fronteggiare molti impedimenti)
- Errori minori (sono più che altro una seccatura per l’utente ma non sono gravi)
- Errori superficiali (di bassa importanza e non incidenti sulle operazioni dell’utente)
L’altro validatore, Bobby, si occupa soprattutto della compatibilità del codice HTML in relazione alle linee guida del WAI suddividendo gli errori in priorità:

- Errori di priorità 1 (sono quelli che penalizzano seriamente l’accessibilità)

- Errori di priorità 2 (riguardano anch’essi l’accesso al sito, ma hanno un’importanza secondaria)

- Errori di priorità 3 (errori superficiali che non incidono significativamente sulle operazioni dell’utente).

Per verificare invece il grado di usabilità di un sito web, sono fondamentali i test con gli utenti: si analizzerà quindi i loro comportamenti quando si trovano ad interagire con un determinato sito e con le sue funzionalità.
A grandi linee, si può quindi riassumere che l’accessibilità si occupa in modo “oggettivo” della fruibilità dei contenuti web (in relazione soprattutto alla compatibilità tecnica) e mirando ad un pubblico vastissimo; l’usabilità invece può essere studiata in relazione ad un pubblico specifico con un’ottica rivolta al marketing e alla vendita, curando in particolare la navigabilità e l’uso delle funzionalità del sito.
Non è detto che le due discipline debbano per forza coesistere: un sito può essere accessibile ma scarsamente usabile, mentre può essere usabile per un determinato target ma non accessibile a tutti.

Su questo tema esiste una vera e propria regolamentazione nota come Legge Stanca:

La legge n.4 del 9 gennaio 2004 definisce i soggetti che devono garantire l’accessibilità dei propri siti e sistemi informatici, per garantirne il completo accesso anche a tutti coloro che necessitano di tecnologie assistive. Successivamente il decreto ministeriale dell’8 luglio 2005 definisce i 22 requisiti che i siti devono rispettare per ritenersi accessibili.
Ad osservare la legge devono essere principalmente le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici economici, le aziende private concessionarie di servizi pubblici, gli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, le aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico, le aziende municipalizzate regionali e le aziende appaltatrici di servizi informatici.


LINK CONSIGLIATI:

guida-accessibilità
<a href="“>operadigitale
burioni.it
realizzazione sito usabilità

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