Quel lusso chiamato diretta

In Corea la censura ha cancellato anche i sentimenti: l’entusiasmo del calcio d’inizio, la rabbia per un goal sbagliato, la delusione per un goal subito, la gioia finale del goal segnato. Tutto questo non è concesso alla popolazione coreana fatta di robot in carne e ossa.
Il regime nordcoreano che controlla l’informazione in ogni settore, deciderà a sua discrezione se e cosa far vedere della partita. Il match tra Brasile e Corea del Nord, quindi, verrà trasmesso in differita. Quando il mondo saprà, loro ignoreranno.

Cosa vuol dire differita? Differita è quando l’informazione è diffusa successivamente al momento in cui si sono svolti i fatti. Pertanto sarà percepita dalle persone a distanza di tempo. Facciamo un esempio concreto. La legge bavaglio vieterà di dare notizia d’indagine prima delle udienze preliminari. Questo vuol dire che verremo a conoscenza dei fatti solo dopo due o tre anni. Questa è la differita.

Basta parlare di politica però. Torniamo alla cronaca dei fatti. Il Brasile supera la Corea del Nord in una partita facile. Vince, ma non domina come dovrebbe perché i coreani, un minuto prima del fischio finale, segnano il goal della bandiera diventando i protagonisti dell’incontro. Belle azioni e qualche lacrima durante l’esecuzione dell’inno, quando l’attaccante Jong tae-Se si è commosso non riuscendo a trattenere l’emozione.

Bisogna tranquillizzare i tifosi coreani però. Tranquilli. Niente anticipazioni; nessuno vi dirà niente. E per essere sicuri di questo, nessuno parlerà del problema. Non si può rovinare la sorpresa. E poi the show must go on.

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