“Io da grande vorrei fare la veterinaria perché mi piacciono gli animali. Poi vorrei fare la maestra così posso giocare tutto il giorno con i bambini. E poi quando sarò ancora più grande farò l’avvocato così guadagnerò tanti soldi”. Sara, 9 anni
Questa è Sara, una bambina di 9 anni che ha risposto con grande entusiasmo alla mia domanda: “Cosa vorresti fare da grande?” Forse qualcuno dovrebbe spiegare a questa bimba come funzionano le cose.
Prima di tutto bisognerebbe spiegarle che quando si diventa grandi, fare tre lavori diventa un sogno. Per cui meglio puntare a uno dei tre. E per scegliere cosa si vuol fare non bastano le aspirazioni personali ma bisogna guardare prima di tutto alle richieste di mercato: se ti piace leggere, disegnare o magari scrivere poesie questo non è un buon momento per farlo.
Bisognerebbe spiegarle che per diventare maestra non basta studiare tanto. Bisogna fare un concorso e una volta superato quello non si diventa immediatamente insegnanti ma si entra in una graduatoria degli idonei. Aspettando la propria chiamata, se si è fortunati, si possono fare supplenze annuali. Il tutto per mille euro al mese.
Bisognerebbe spiegarle che se le piacciono gli animali, forse è meglio tentare la strada del Dog-sitter. Secondo i medici veterinari, un neo-laureato oggi impiega mediamente tre anni per trovare un posto di lavoro che possa essere considerato stabile in termini di continuità e reddito. L’aumentare del numero dei professionisti rende la competizione tale da non garantire a tutti condizioni lavorative soddisfacenti.
Bisognerebbe spiegarle poi che il binomio avvocato/soldi non è più quello di una volta. Finiti gli studi si profilano anni di gavetta mal pagati (come in tutte le professioni). Ovviamente il cognome Ghedini o Taormina potrebbe aiutarla parecchio.

Infatti bisognerebbe spiegarle come funziona l’Italia, che è un paese fondato sul lavoro (dei propri genitori) e sulla fortuna. Perché, mia cara Sara, se sei fortunata erediti il lavoro della tua mamma e del tuo papà che intanto ti hanno aperto la strada. In questo caso stai pure tranquilla, non c’è bisogno di studiare. Se invece sei testarda e vuoi provare a fare quello che ti piace, allora meglio andare all’estero dove forse hai più possibilità.
Sara è una bimba di oggi. E come ogni bimba va matta per le storie. Allora forse dovrebbe sentire la storia di Maria, una giovane di Roma, laureata con 110 e lode e conoscenza certificata di quattro lingue che a settembre si trasferirà in Inghilterra per un master di ricerca grazie ad una borsa di studio del governo inglese, che non solo le paga le tasse universitarie ma anche una borsa di studio di 6000 sterline annue; oppure potrebbe sentire la storia di Roberto, un commesso di un negozio di telefonia dalle 9 alle 20, in prova, con una laurea e un master internazionale. Niente magie, né fate né bacchette magiche.
Ho omesso un particolare. La piccola Sara è nata e vive al Sud. Forse allora sarebbe meglio farla sedere perché, in questo caso, le cose da spiegare non sono ancora finite.

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Chiara Dice:
on giugno 8, 2010 at 6:22 pm
Mamma mia che depressione! Comunque sono pienamente d’accordo con te!
roberta Dice:
on giugno 14, 2010 at 10:10 pm
Hai centrato proprio la domanda:cosa NON farò da grande? io non lo so ma penso che(nel buio di questa crisi) due sono le alternative: o mi dedico alla vita di campagna o c’è bisogno che mi inventi qualcosa!!!
Shamalama Ding Dong Dice:
on giugno 15, 2010 at 10:02 am
Credo che il mondo non smetterà mai di aver bisogno di bravi professionisti che sappiano tagliare i salumi nel modo giusto.